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Symphony No. 8 in C major D 944

"La Grande"
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La Sinfonia n. 8 in si minore D. 759 di Franz Schubert, nota come “Incompiuta”, è uno dei capolavori più enigmatici e affascinanti del repertorio sinfonico romantico. Composta nel 1822 ma rimasta incompleta con soli due movimenti orchestrati, ha suscitato per decenni riflessioni, analisi e ipotesi tra musicologi e appassionati.

Struttura e intensità emotiva L’Allegro moderato si apre con una tonalità cupa e dolorosa, affidata a violoncelli e contrabbassi, che subito ci immerge in un’atmosfera di inquietudine. Il primo tema, introdotto da oboe e clarinetto, è una melodia dolcissima e malinconica, mentre il secondo tema offre una pausa più serena, quasi popolare.

Andante con moto Il secondo movimento è un caleidoscopio di emozioni: lirismo, pathos, tensione e dolcezza si alternano con grande maestria. Schubert gioca con incisi tematici che si rincorrono e si trasformano, creando un senso di movimento continuo e profondo.

Perché “incompiuta”? Le ragioni per cui Schubert non completò la sinfonia restano misteriose. Alcuni, come Alfred Einstein, ipotizzano che Schubert ritenesse i due movimenti già perfetti e autosufficienti. Altri suggeriscono motivi pratici o economici: forse il compositore fu distratto da altri lavori più remunerativi, come la Wanderer Fantasie.

Romanticismo e rottura col classicismo La scelta della tonalità di si minore, mai usata da Haydn, Mozart o Beethoven, segna un distacco dal classicismo e apre le porte al romanticismo. La sinfonia riflette tormenti interiori, visioni oniriche e immagini di morte, rendendola un’opera profondamente personale.

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